Ministero della Salute. L'IVG in Italia nel 2023

Il Ministero della Salute pubblica la Relazione annuale al Parlamento sull'attuazione della Legge 194/78, che disciplina la tutela sociale della maternità e l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG). Il documento riporta i dati aggiornati al 2023.

Nel 2023, in Italia sono state registrate 65.746 interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), con un incremento contenuto dello 0,1% rispetto al 2022. Il tasso di abortività si conferma stabile a 5,6 per 1.000 donne tra 15 e 49 anni, mentre il rapporto di abortività aumenta a 172,6 per 1.000 nati vivi (+3,6%), riflettendo anche la denatalità in corso. 

Le regioni con un tasso superiore a 6,5 IVG per 1.000 donne sono Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Puglia, mentre il resto del Mezzogiorno presenta valori inferiori alla media nazionale. Nel lungo periodo (1982-2023), la riduzione del fenomeno è drastica ovunque, con punte massime in Puglia (-74,2%), Marche (-73,5%) ed Emilia-Romagna (-72,7%).

In Puglia si registra una quota elevata di IVG ripetute (28,8%), superiore alla media nazionale, e una percentuale di interventi con certificazione d'urgenza pari al 54,2%, dato tra i più alti insieme al Lazio (61,9%). Seguono in questa graduatoria Piemonte (40,3%), Toscana (34,2%) ed Emilia-Romagna (32,7%). 

Sul versante dell’offerta sanitaria, in Puglia il numero di punti IVG (20 strutture, pari a 3,6 servizi ogni 100.000 donne in età fertile) risulta inferiore a quello dei punti nascita, confermando una distribuzione dei servizi non uniforme, dinamica comune anche a Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia.

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Pubblicato il 26 marzo 2026